DONNALUCATA (RG)
Diario e foto di Francesco P.
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18 marzo 2007

Alle 9 del mattino, dei 14 previsti partecipanti se ne presentano solo 8. Oltre me ci sono Vincenzo, Nuccio, Giovanni, Serena e Giuseppe. Ci sono anche Gianfranco ed Eliana e per loro è il battesimo del nuovo kayak biposto, la prima uscita! La giornata è splendida ed il mare, nonostante il vento del giorno precedente, è calmo. Soltanto un piccolo frangente si forma sulla lunga e deserta spiaggia di Donnalucata.
Dopo essere riusciti a convincere il buon Peppe (reduce dall'influenza) ad entrare in acqua con noi, gli forniamo tutto l'occorrente, dalla muta al kayak, alla pagaia e un giubbotto salvagente e lo aspettiamo pazientemente.
Pagaiando piacevolmente verso la nostra meta non incontriamo alcun rifiuto galleggiante e ci godiamo l'escursione, transitando anche vicino alla costa, dove si formano divertenti onde che danno la sensazione di essere in una specie di giostra, dove chi ti pagaia accanto scende mentre tu vieni sollevato.
Quando arriviamo, dopo circa un'ora e mezza, alla spiaggia di Cava D'Aliga troviamo anche qui una fascia di piccoli frangenti che, se affrontati correttamente non dovrebbero rappresentare un problema ma... I capovolgimenti sono numerosi! Oltre a Giovanni ed alla nostra coppia di amici sul doppio, anche Nuccio si capovolge, dopo aver raggiunto incolume la spiaggia ed essere sul punto di poggiare un piede a terra! Serena è l'ultima a sbarcare, terrorizzata al pensiero di finire con i capelli bagnati (scusa tirata in ballo dalla stragrande maggioranza delle ragazze).
Un bidoncino stagno poggiato vicino ai kayak attira l'attenzione di un piccolo cagnolino che somiglia al cane di Obelix, il quale arriva a tutta velocità, alza la zampa accanto al bidoncino e lo marca con la sua pipì, quindi procede a tutta velocità per completare la sua opera di segnalazione... Anche questo bidoncino faceva parte dell'attrezzatura nuova di Gianfranco ed Eliana!
Dopo il meritato caffè caldo che il nostro buon Vincenzo non ci fa mai mancare tiriamo fuori dai kayak i sacchetti di plastica e iniziamo a raccogliere i rifiuti abbandonati sulla spiaggia, davanti agli occhi stralunati di coloro che passeggiano rilassatamente sul lungomare. Troviamo sacchetti, accendini, bottiglie di vario genere, cruscotti d'automobile, plastica per le serre, bicchieri di plastica, pezzi d'ombrellone, materassini, copertoni, tubi... C'è di tutto ed in 5 minuti riempiamo quasi un cassonetto. Ci sarebbe ancora molto da fare ma ci vorrebbe un camion e un giorno di lavoro per una squadra intera. E meno male che la spiaggia è piccola...
Al rientro si alza un venticello da ovest, dritto sul muso. Stabiliamo che la legge di Murphy per il kayaker è che "qualunque direzione si prende, si avrà senpre il vento in faccia". Il mare si increspa ed avanzare diventa più pesante. Per Gianfranco ed Eliana è dura ma essendo su un doppio riescono ad essere anche piuttosto veloci. Serena soffre invece per il mal di mare ma alla fine, nonostante le onde che troviamo allo sbarco, tutti arrivano incolumi e senza bagni involontari.
Chiama Ayal, il nostro contatto israeliano di Kayak4all. Loro hanno pagaiato contemporaneamente a noi ma si trovano nel Mar Morto, dove l'elevata salinità non consente la vita. Nonostante ciò hanno incontrato due grossi pesci (morti) e c'è stata grande ilarità per il fatto. Ci racconta che pagaiare nel Mar Morto non è molto differente dal muoversi nel nostro mare ma ci si riempie ben presto di spesse croste di sale...