SIRACUSA
Diario di Andrea B., fotografie di Toni Z. e Francesco P.
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17 marzo 2007
Siracusa (34° Centro Radar Aeronautica militare) - Periplo Isola di Ortigia
Partenza ore 9.30 - Rientro ore 13.30
Km 10,7 - Miglia nautiche 5,78

La giornata d'apertura della manifestazione MARED'AMARE si tiene presso il 34° Centro Radar Aeronautica Militare di Siracusa. La partecipazione è alta, sia da parte dei soci MAREMOTU, sia per la presenza in mare dei ragazzi dell'Istituto Tecnico Nautico. Il tempo atmosferico è dalla nostra. C'è un sole caldo che proprio scoraggia ad indossare la muta, infatti preferisco l'estiva tenuta in costume e maglietta, e poi assenza di vento, che però, a detta dei più esperti della zona, non durerà a lungo. Alle 9.30 in mare ci sono circa una ventina di kayak (tra cui alcuni doppi) con i ragazzi dell' Ist. Tec. Nautico e della scuola canottaggio, più una decina di nostri soci; la barca della Capitaneria di Porto, quella della Polizia e il gommone dell'Area Marina Protetta del Plemmirio. L'età media di questi giovani kayakers è molto bassa, ma appena partiti sembrano i partecipanti di una gara ai quali, come viene dato il via, pagaiano senza sosta e senza sentir nulla fino al traguardo!
Dopo poche centinaia di metri sostiamo nella Spiaggetta Sette Scogli dove viene offerto un rinfresco a base di cornetti caldi e succhi di frutta offerto dalla Capitaneria di Porto di Siracusa.
Tornati a bordo dei kayak, ora siamo ben più pesanti e lenti nei movimenti, "inseguiamo" nuovamente i ragazzini che dirigono alla volta dell'Isola di Ortigia e le prossime soste, precisamente sei, saranno i soccorsi che Francesco, unico istruttore in mare, dovrà effettuare nei confronti dei "neofiti" che trovano, ovviamente, notevole difficoltà con i 15 nodi di vento da sud che increspano parecchio il mare. Noi tutti possiamo anche immaginare però come si ribaltano facilmente delle imbarcazioni da gara e anche lo spavento dei più piccoli che si ritrovano nell'acqua fredda sprovvisti addirittura del giubbotto di salvataggio.
Posso affermare che il nostro Presidente, Francesco Petralia, Istruttore nonché Guida Marina, ha saputo egregiamente tener testa alla situazione, pagaiando come un pazzo a destra e a sinistra verso ogni grido di aiuto e soccorrendo i naufraghi praticamente da solo, perché solo in un secondo momento può intervenire, "dall'alto" del gommone, l'istruttore della scuola siracusana.
Nel porto di Ortigia, sbarcati gli studenti del Nautico, il gruppo MAREMOTU, sfidando il divertentissimo ma faticoso vento contrario, decide di fare il periplo dell'isola di Ortigia prima del rientro.
Anche in questo caso "l'azione" non manca! Si assiste ad uno spostamento laterale di Vincenzo che si conclude con un eskimo da manuale… "avevo caldo" ha detto venuto su; successivamente si ribalta Alessandro che viene colto alla sprovvista da un'onda in un momento di distrazione, poi sotto anche Elio, a poche centinaia di metri dall'arrivo, e qui vi è il secondo eskimo di Vincenzo accorso per aiutare il secondo naufrago. Rientrati e sistemati i kayak ci accorgiamo che mancano alcuni dei riti fondamentali, ossia l'immancabile caffè di Vincenzo che in seguito ad un "tira e molla" con la moglie Elenita, oggi in mare con noi, non l'ha portato (così Vincenzo si è giustificato per la gravissima mancanza) e il mio tea alla cannella che, devo dire per pigrizia, non ho preparato.
La giornata è andata veramente bene e spero che il messaggio che si è cercato di comunicare ai più piccoli, ma anche ai loro genitori e a tutti i presenti, ovvero quello di divertirsi in mare in modo ecologico e rispettandolo, dunque magari con un kayak assolutamente non inquinante a fronte di altri divertimenti "rumorosi", sia arrivato e sia stato colto.






RIFLESSIONI... (di una Guida Marina)
E' stato fatto un gran bel lavoro dall'organizzazione (Ufficio Scolastico Siracusa del Ministero della Pubblica Istruzione e Istituto Tecnico Nautico) ed è stata importante la presenza delle imbarcazioni delle forze dell'ordine e dell'Area Marina Protetta del Plemmirio. Occorre però notare che c'è ancora molto da fare per far maturare la cultura della sicurezza in kayak se si vuol far diventare adulta tale disciplina. Infatti non solo gli instancabili ed entusiasti giovani presenti non indossavano il giubbotto salvagente ma non avevano alcuna dotazione per la sicurezza: erano stati forniti solo di kayak e pagaia ed alcuni di loro avevano indosso abbigliamenti assolutamente inadeguati al contatto con l'acqua fredda di marzo. I genitori e i professori, che evidentemente non conoscono e non sono stati informati sulle conseguenze di una congestione (possibilissima dopo l'abbondantissima ed ottima colazione offerta dalla Capitaneria), non si sono minimamente preoccupati della sorte dei ragazzi che ci è capitato di recuperare più volte (tremanti). L'istruttore che li seguiva a bordo del gommone, certamente un campione e un ottimo allenatore, è risultato un disastro sotto il profilo "sicurezza".
Signori miei, il kayak da mare non è fare il bagno involontariamente ed essere recuperati da qualcuno. Il kayak da mare è innanzi tutto un'imbarcazione sicura. Per due ragioni: 1) è progettata per essere inaffondabile; 2) consente di portare con sè tutta una serie di dotazioni per la sicurezza. Praticare il kayak da mare diviene poi una disciplina sicura quando si impara correttamente la tecnica e quando si conoscono (e si sanno eseguire) le manovre per il soccorso e l'autosoccorso.
Per fare un esempio facilmente comprensibile, non è detto che se si impara a correre veloci si è in grado di scalare una montagna. Il kayak da mare non ha nulla a che vedere, o quasi, con quello a cui siamo stati abituati a vedere in televisione: le gare.
Per concludere aggiungo che sarebbe bello riuscire ad organizzare dei raduni senza la presenza obbligatoria delle imbarcazioni a motore, soprattutto quando si vuole protestare contro l'inquinamento del mare. C'erano in mare con noi almeno quattro imbarcazioni a motore diesel... Inclusa quella dell'Area Marina Protetta del Plemmirio.
E a proposito del controllo delle aree marine protette? C'è chi impiega già da tempo ed in aree ben più grandi i ranger a bordo di kayak da mare: silenziosi, non inquinanti, sicuri in ogni condizione, perfettamente intonati a una zona di mare che si vuole preservare dall'impatto con la tecnologia e la devastazione ad opera dell'uomo...
Sono sicuro che, con l'aiuto indispensabile degli organizzatori dell'incontro di oggi, faremo sempre meglio, per coloro che prenderanno il nostro posto nel pozzetto dei nostri kayak e nel mare del futuro.