Una giornata che si presenta fantastica, cielo terso, sole caldo e vento che può dirsi quasi assente; un regalo che il mese di dicembre ci offre visto il tempo un po'traballante degli ultimi giorni.
Il gruppo è composto da Francesco, Giuseppe, Mirella, Fabrizio e naturalmente io.
Giunti in un piccolo, ma trafficato porticciolo di Ognina di Siracusa, inizio
a sistemare le sacche nel kayak, il Viking HV della Resinvetro, e alle 10.00
siamo tutti pronti per partire.
Usciti dal fiordo utilizzato appunto come piccolo porto, dirigiamo verso Capo Murro di Porco.
Oltrepassata la punta, essendo scoperti, un timido venticello si fa sentire, ma è generoso
e ci permette di navigare molto vicini al promontorio ed esplorare l'interno di alcune
delle numerose grotte. Ci troviamo in una area di riserva, in piena zona A, segnalata non
a caso da apposite boe di terra in cima al promontorio, dove proprio di fianco si possono
osservare i pescatori che, totalmente indisturbati, infrangono la legge. Constatata l'inciviltà
della gente e il menefreghismo delle autorità, continuiamo il nostro viaggio sino a giungere
in una piccola baia, poco più avanti di Punta del Gigante, che probabilmente in epoca
non recente doveva essere una cava di calcarenite.
È un posto veramente particolare, dove la natura ha trasformato l'opera distruttiva
dell'uomo creando una pozza da cui l'acqua entra ed esce. È molto suggestiva e pensiamo
di utilizzarla come ricovero kayak, mentre tutto intorno, con un po'di fantasia, sfruttiamo
l'irregolarità delle rocce per farne panchette e piani da appoggio: …è la nostra sala da pranzo!
Sono le 12.20, un caldo che sembra incredibile e la parete di roccia che ripara dalla brezza,
permette di stare in costume e pranzare in un tutto relax. Francesco, Mirella e Fabrizio
preferiscono un pranzo a base di pane, il pane condito della famosa curva di Agnone (CT),
tonno e frutta. Io e Giuseppe ci dedichiamo alla preparazione di un pranzo domenicale,
il cui menu prevede: crostini all'olio d'oliva come antipasto, fusilli alla puttanesca
per primo, salmone in scatola come secondo, frutta o succo, brioche e cioccolato per dolce.
Alla fine preparo il caffè, con grande gioia di Mirella che scopro esserne amante.
Dopo pranzo ci si riposa, mentre Francesco si arrampica e va ad esplorare… a piedi nudi!
Sistemato tutto e dimostrando così che l'uomo non deve per forza lasciare il segno dove passa,
alle 14.00 ci rimettiamo in moto per fare ritorno.
Le condizioni atmosferiche sono sempre costanti, ma il sole, che ora si fa un po'più basso e
fastidioso per chi come me ha scordato gli occhiali, mi spinge a navigare molto vicino alla
costa per stare all'ombra. Superata la punta di Capo Murro di Porco, con il sole in faccia,
costeggiamo ancora per un breve tratto le rocce fino a giungere ad una grotta, dove sicuramente
è passato l'uomo, poiché in alto ci sono corde, ferri e carrucole ormai arrugginite.
Assisto ad un fenomeno molto particolare; il kayak fa da cassa armonica e si sente il ripercuotersi
del rumore del mare al suo interno. Dopo le fotografie che sono d'obbligo, tagliamo nuovamente
il golfo e puntiamo dritti verso il punto di partenza. La leggera brezza cessa del tutto,
il mare sembra un lago piatto, quasi finto, con una enorme V che il sole calando viene a formare.
Tutti e cinque appaiati, tipo in formazione, con Francesco in mezzo che intona la sigla
di Guerre Stellari (la cui conoscenza diventa da oggi requisito essenziale per l'accesso a
Maremotu, nonché parte teorica dei prossimi "corsi base"), facciamo ritorno.
Sbarchiamo alle 16.00 in punto, ci cambiamo, carichiamo i kayak e prima di partire
non può mancare la merenda! Io e Francesco tiriamo fuori tè caldo e cioccolata,
Mirella crostata d'albicocca e… RICOMINCIAMO A MANGIARE!
Il sole è ormai scomparso e sono divertito e soddisfatto per questa splendida giornata
trascorsa in mare, regalata sì dal tempo, ma soprattutto dal Gruppo Maremotu senza il quale
non si sarebbe potuta realizzare.
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