Periplo dell'isola di Capo Passero (SR).
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18 Novembre 2007
Periplo Isola di Capo Passero (Portopalo SR)
Partenza ore 10.00 - Rientro ore 11.30
Km A/R 4,8 Miglia nautiche 2,59
Diario di Andrea B.

Dopo aver trascorso tutta la giornata di sabato (ieri) a guardare il mare dietro i vetri di casa di Francesco e Barbara, non avrei mai pensato di poter uscire l'indomani (oggi) in kayak. I 35 nodi di vento di Maestrale si sono ridotti a 20 e le nuvole, con annessa pioggia, sono scomparse. Anche se molto scettico, mi faccio trasportare da Francesco e partiamo alla volta di Portopalo. Nessuno dei soci ha potuto, o voluto, partecipare, eccetto l'attivissimo Gianluca che è stato purtroppo impossibilitato a venire a causa della serratura mal funzionante del "capannone" ove tiene la sua Artemide.
Invano cerchiamo superstiti al porto di Portopalo, luogo d'incontro, non avendo ricevuto e-mail di adesione o di rifiuto alla proposta e, non essendoci nessuno, ci rechiamo in una zona della costa più riparata dal sostenuto Maestrale. Siamo di fronte all'isola di Capo Passero e appena pronti prendiamo il mare. Dopo i primi 100 metri dalla costa, ho una bruttissima sensazione, dato che le onde, ora non più frangenti, giungono sia da destra che da sinistra. La cosa non mi fa stare tanto a mio agio, anche se il Viking non è per nulla "preoccupato"… saranno necessari i più volte ripetuti consigli e anche prese di posizione di Francesco, per rendermi conto che è tutto a posto, a maggior ragione con il mio kayak. Presa consapevolezza della situazione mi diverto molto con quel mare che "arriva da tutte le parti" poiché oltre al vento e al normale moto delle onde, c'è anche l'effetto di ritorno causato dalla falesia dell' Isola. Navigando lungo la costa a Est dell'isolotto, riparati dal vento, la situazione del mare cambia, ora ci sono delle onde di 1 metro, massimo 1 metro e mezzo, in poppa, lunghissime che fanno navigare alternativamente in "discesa" e in "salita". Terminata la zona protetta, si percorre l'ultimo tratto contro vento per effettuare il ritorno.
Anche in questa brevissima uscita, non mi stancherò mai di constatarlo, ho aggiunto un piccolo tassello al puzzle dell'esperienza che, so bene non si completa mai, ma più si estende, più la figura di kayaker e conoscitore del mare si va delineando nei suoi contorni.